Digital Fashion (16)

Ogni tanto ripenso al 2002/2003 quando esistevano i forum, le chat e i blog erano dei tentativi di esprimere la propria voce.

Oggi l’ultima cosa che faccio prima di addormentarmi è guardare periscope, snapchat e instagram. Siamo arrivati all’immediatezza, al video che se non se pronto per vederlo in quel secondo non lo vedrai più (periscope) e al video che puoi vedere una volta sola (snapchat). Cambiamenti ed evoluzioni che toccano non soltanto la sfera privata ma anche le attività digitali dei brand che devono essere presenti e dare valore aggiunto ai propri follower che per essere colpiti vanno cercati su queste nuove app.

Negli ultimi mesi ho letto molto, non ho volutamente pubblicato un post riassuntivo perché volevo aspettare che prendessero forma alcuni nuovi meccanismi.

Cosa è successo negli ultimi due mesi a livello digital nella moda? Si è parlato molto di wearable technology e realtà aumentata, utenti e brand hanno iniziato a usare PeriscopeSnapChat e WeChat in modo sempre più massiccio. Si è parlato molto anche di Branded Content, mia ossessione del momento (e devo ancora capire la sottilissima linea di confine con il native advertising). I brand stanno utilizzando sempre di più i blogger e gli influencer come testimonial e i social video sono il contenuto più virale del momento.

 

Nel dettaglio ecco i miei spunti…

veuve clicquot

Strategie

Armani Lab: il settore beauty propone un nuovo sito e un video social.

Quale miglior strategia di lancio di un nuovo prodotto se non un sito in cui trovare tutte le spiegazioni e le informazioni a riguardo? Dior infatti per lanciare Capture Totale La Serum ha creato un minisito.

Sembra che Tumblr piaccia ancora ai brand: l’ultimo nato è quello di Veuve Clicquot che lo sta usando come aggregatore di hashtag e quindi importatore di user generated contents. Vi segnalo anche quello di Longchamp per Le Pliage, la borsa iconica.

Cinemagraphs è il nuovo trend: Stuart Weitzman ha realizzato una strategia interessante ma non è l’unico: anche Coca Cola e Balenciaga, per esempio, si sono dati alle gif animate.  “Stuart Weitzman is one of the first marketers to buy video ads on Instagram, and then send product posts on Facebook to a custom audience of people who viewed the ad. It’s an aggressive tactic that incorporates some of the most advanced new ad products from the two social media platforms. Stuart Weitzman also is using cinemagraphs—a mix of still imagery and video that Facebook is encouraging marketers to embrace—for the creative.”

A proposito di augmented reality… il brand di calzature Merrel si è buttato nella realtà virtuale con Oculos Rift.

 hoganbusybeautiful

Social Video

Vengono realizzati sempre più video, anche molto brevi fino a scendere a 10 secondi per essere fruiti su instagram. I trend in fatto di video si stanno evolvendo e una ricerca ha trovato sei tendenze macro: Patrimonio (consumer vogliono conoscere la storia dell’origine del brand e le persone che l’hanno creato), artigianato (il video online può essere usato per accendere i riflettori sulle materie prime utilizzate, come le pietre preziose), occasioni (il Natale soprattutto è il momento con il maggior numero di video, Cartier e Dior sono alcuni esempi), il lusso tutti i giorni (attraverso i video online, i brand del lusso – e beauty aggiungo io – possono entrare nella vita quotidiana dei consumatori mostrando loro l’utilizzo dei propri prodotti, dare consigli e spiegando come ottenere il meglio nel minor tempo possibile), una pausa dalla realtà (Usando i video online, i brand del lusso offrono ai consumatori l’opportunità di mettere in pausa il video, fermare il tempo o rallentarlo, come nel video “The Big Leap” di Lacoste. Oltre ad aver vinto numerosi award, la versione più lunga, della durata di un minuto, ha generato più engagement del video in versione più corta di 30 secondi), dietro le quinte (Nei media tradizionali l’immagine dei brand del lusso è editata alla perfezione, il video online, invece, concede a questi marchi l’opportunità di rilassarsi. Gli utenti internet riescono ad intravedere i momenti off-the-cuff, i dietro le quinte degli shoot o il backstage delle sfilate di moda).

Alcuni video realizzati ultimamente sono:

Estee Lauder: mini video instagram per creare storytelling, qui c’è la scena in cui escono gli oggetti dalla borsa in stile “What’s inside my bag?”

Per Donnavventura Alviero Martini abbiamo lavorato in Attila&Co a un video con Erika Boldrin, Alice Agnelli e Lavinia Biancalani >> qui trovate il video intero, realizzato dai ragazzi di NSS.

Prada ha realizzato 5 short films sulla Galleria handbag (“The Postman Dreams”) e ha creato un minisito ad hoc.

Anche Christian Dior sceglie il video come mezzo di comunicazione: per lanciare la borsa Diorama ha realizzato un film con Vincent van de Wijngaard che è stato condiviso su Facebook qui.  Se invece volete un approfondimento qui trovate l’articolo su LuxuryDaily.

MOVEment è il progetto bellissimo di Another magazine basato sull’incrocio tra danza e moda. Sono stati realizzati sette short films realizzati dal co-fondatore ed editore della rivista inglese Dazed & Confused, Jefferson Hack.

Burberry è su SnapChat (la nuova app di video sharing, la cui particolarità è che li puoi vedere una volta sola) ma non è l’unico, anche altri brand stanno iniziando a testarlo > leggete qui. (Non solo SnapChat, le menti brillanti di Burberry presenziano anche su Wechat per lavorare con il mercato cinese)

Anche Hogan prosegue nell’utilizzare i video usando come protagoniste influencer del mondo moda e lifestyle come nel progetto #InteractiveLoveAffair e #HoganBusyBeautiful

Lacoste ha creato 7 short video (durata 15 secondi) ad hoc per Instagram e vine con l’obiettivo di introdurre la nuov aline ispirtata al tennis! Il brand ha poi sfruttato facebook per convincere i fan a seguire l’account snapchat per vedere il behind the scene.

Sempre di video si parla quando si cita snapchat, una delle case history da studiare è Michael Kors durante fashion week.

Versace è stato uno dei prime a sfruttare Periscope per il live streaming, la nuova app di Twitter: “It adds a bit more of a personal touch and human connection with the brand and the people behind it (in this case Donatella), which can sometimes be missing from the reputation of a well-known luxury brand.”

Calzedonia ha utilizzato #TweetCam e Periscope per regalare al proprio pubblico un’esperienza del tutto inedita. TweetCam è un sistema che, grazie a una serie di fotocamere posizionate sulla passerella, mostra agli utenti la sfilata in tempo reale e permette al pubblico di interagire direttamente con lo show attraverso scatti personalizzati e re-twittabili. Il backstage della sfilata è stato trasmesso in streaming via Periscope dall’account @calzedonia: uno dei primi utilizzi della nuovissima app di video streaming Periscope nel fashion, a livello italiano e internazionale.

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Wearable Technology

Rispetto ai mesi precedenti ho trovato meno articoli interessanti, forse perché tante cose sono già state scritte?

Vi segnalo un articolo che raccoglie i migliori accessori indossabili fino ad oggi.

Su Popsugar una lista di accessori indossabili che piacciono, siete d’accordo? E qui i dati dell’internet of Things in Italia tra Smart Home e Wearable Tech.

Di recente a Milano si è tenuta la distruttive week dedicata alle tecnologie emergenti, qui e su Wired alcuni esempi.

Retail tecnologici e ibeacon

Vi ho già parlato di ibeacon e proximity marketing in passato, di recente sono andata a testare Check Bonus da Coin per capire come funziona e trovo che sia un’idea valida per portare gente in negozio. Qui trovate il mio articolo in cui vi spiego in modo più approfondito come funziona.

Un articolo parla del consumatore di oggi diviso tra shopping online e retail tradizionale: “Spazio dunque ai servizi digitali in store, ma anche attenzione alla fruibilità online del proprio e-commerce. L’obiettivo è rendere l’esperienza di acquisto sempre più fluida e personalizzata per conquistare quote di mercato maggiori”.

È l’anno del mobile payment, dei servizi personalizzati, e dell’atteggiamento che ha il consumatore nel momento di ricerca (Research Online Purchase Offline vs. Showrooming): la tendenza a ricercare online prodotti e servizi prima di procedere all’acquisto nei punti vendita tradizionali (chiamata ROPO) è un’abitudine ormai sempre più diffusa tra i consumatori ma c’è anche chi sostiene di utilizzare direttamente nel punto vendita lo smartphone per verificare se il prodotto è disponibile su altri canali – off e online – ad un prezzo più basso (Showrooming).

A proposito di Mobile Payment trovo che un metodo da segnalare sia Hype, ne ho scritto nel dettaglio qui.

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Branded Content & Native Adv

Ho letto moltissimo su questo argomento ultimamente ma non trovo ancora articoli fatti bene e che mi raccontino qualcosa di nuovo. Quello che mi è piaciuto è la case history Take the Wine Taste  di Morrisons Cellar: tre mini-video in cui un attore pone tre domande a risposta multipla, alle quali gli utenti possono rispondere cliccando direttamente all’interno del video.

Mosaicoon e il native adv: ha sviluppato l’“Engagement Score”, una nuova metrica articolata su 5 KPI creata dall’azienda per affiancare le aziende nello sviluppo e nella gestione di strategie video efficaci in funzione di vari possibili obiettivi. Le aziende devono trasformarsi in Digital Media Company.

A proposito di Native advertising qui un articolo cerca di spiegarlo: il native advertising è un contenuto sponsorizzato promosso e visualizzato all’interno dei contenuti offerti ai lettori. Al contrario della pubblicità tradizionale, che distrae il lettore dal contenuto per comunicare il messaggio di marketing, il native cala completamente la pubblicità all’interno di un contesto. Non interrompe l’attività degli utenti, poiché assume le medesime sembianze del contenuto, diventandone parte.

“It’s content, it’s likeable, it’s creative, it meets brands’ objectives and it’s good enough to get a prime-time slot on a major commercial channel” : un article che racconta cos’è il brand entertainment e come si misura.

Quasiasi suggerimento e link è ben accetto!

 

1 Comment
  1. I do love the manner in which you have presented this specific concern and it does provide me a lot of fodder for thought. Nonetheless, through just what I have observed, I simply trust when other feed-back pile on that men and women keep on point and don’t start on a soap box regarding some other news of the day. All the same, thank you for this excellent point and even though I do not go along with the idea in totality, I regard the point of view.
    heiroftheserpent https://heiroftheserpent.tumblr.com/

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chiaradalben
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